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Sabato, arbitrando l’under 14 ho avuto la possibilità di osservarla con attenzione; non ho potuto stabilire il valore assoluto della prestazione per la difficoltà nel gioco espressa dalle avversarie ma sono comunque riuscito a farmi un’idea della qualità del gruppo delle singole giocatrici.
La diversità tra le nostre atlete nell’uso dei fondamentali, rende lo sviluppo del gioco alterno e la discontinuità è per definizione nemica degli automatismi che sono la base di uno sport ripetitivo come la pallavolo.
Fortunatamente il buon lavoro di coach Enrico ha quasi ultimato il passaggio verso l’alzatore unico con la penetrazione come schema di gioco, indispensabile per i prossimi passi del gruppo. Solo la definizione dei ruoli e dei compiti in campo potrà “nascondere” i deficit nei fondamentali che attualmente limitano la creazione del gioco.
Naturalmente non è la soluzione, si potrà giocare meglio e quindi vincere un po’ di più ma solo il miglioramento individuale nei fondamentali potrà fare veramente la differenza.
Ho visto buone individualità anche tra le ragazze “più indietro” e quindi il lavoro in palestra può avere un futuro consistente ma è necessario capire che avvicinandosi all’under 16 la differenza dovranno farla sempre di più le atlete stesse con l’impegno e la determinazione.
Il termometro di questa crescita sarà la presa di coscienza individuale delle singole atlete nel fondamentale della battuta; lì dipende tutto da te e non ci sono scuse. La battuta dall’alto si può perfezionare a livelli tali da fare la differenza in ogni partita in ogni categoria.
Coach Enrico sta dimostrando di percorrere la giusta strada senza fretta ma cosciente di non poter aspettare chi non si impegna al massimo per restare indietro.
Insomma una squadra senza ambizioni da “campionesse” ma con la potenzialità di arrivare in under 16, dove si giocherà la vera pallavolo, pronta per competere al meglio.
MB
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