Non ci siamo.
La più lunga trasferta del campionato ci ha messo a confronto con la squadra di Porlezza in provincia di Como. Un team con miscela di giovani e attempate quarantenni che non ha dovuto farci vedere nulla di quello che forse sanno fare salvo buttare la palla al di là della rete, al resto ci abbiamo pensato noi.
Le nostre ragazze subiscono un’altra batosta che però non basta a farle capire che non sono delle campionesse arrivate ma che devono passare ancora moltissime ore in palestra prima di poter dire la loro.
Alcune si nascondo dietro la partita pomeridiana in under 16 per giustificare superficialità , poca attenzione e disinteresse per il gruppo; altre scaricano i propri errori sulle compagne presupponendo di essere quelle brave che invece si impegnano ma il loro impegno si traduce in schiacciate sul tabellone, muri in faccia e ricezioni verso il pubblico; altre ancora non coinvolte dall’allenatore in campo pensano che dal momento che non giocano tutto ciò non le riguardi.
Non ci siamo!
E’ normale che una squadra assemblata da poco più di un mese abbia problemi di coesione, però i problemi bisogna affrontarli e risolverli e il primo passo da fare è riconoscerli.
Forse l’allenatore non è abbastanza duro con loro dato che non capiscono che nessuna atleta che fa parte di una squadra deve pensare di essere titolare indispensabile anche se crede di essere più brava della compagna pari ruolo o di quella che gli sta accanto in partita.
In un gruppo ci si incita a vicenda non ci si sgrida! Quello è un compito dell’allenatore .
Ho visto la partita più brutta dell’anno e vorrei che non ci fosse di peggio perciò spero che le nostre atlete abbiano la maturità sufficiente per lavorare su questi aspetti della disciplna sportiva che a volte sono più importanti della tecnica stessa.
m@u