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Fino a qualche anno fa, le giovani che si avvicinavano alla PGS Pallavolo Senago erano per la stragrande maggioranza abitanti di Senago. Cominciavano con il minivolley o con l’under 13/14 e poi, in conseguenza di quanto si affezionavano o di quante soddisfazioni riuscivano a prendersi, rimanevano con la PGS fino al raggiungimento dei massimi livelli che ciascuna di esse poteva raggiungere proporzionalmente al proprio talento.

Tutto ciò, abbinato al nostro impegno e alla qualità dei nostri preparatori, consentiva di esprimere un ottimo livello giovanile in grado di confrontarsi degnamente con le più rinomate società della provincia di Milano che, voglio ricordare, è di fatto la più competitiva d’Italia nella pallavolo femminile.

Terminato il percorso formativo, le nostre atlete ci hanno consentito per quarant’anni di mantenere le categorie regionali, qualche volta la serie D e quasi sempre la serie C.

Ultimamente le cose sono cambiate, complice la facilità di spostamento delle famiglie e la volontà di seguire le figlie in modo assiduo, solo una parte delle nostre giovani atlete sono di Senago e cominciano con noi. Più spesso provengono da altre società e dai paesi limitrofi.

Qual è la differenza? Prima le piccole atlete, supportate dai genitori dicevano “voglio giocare a pallavolo”. Ora per molte di loro i genitori dicono “ti porto a giocare a pallavolo a Senago”.

Cosa induce questa scelta ?
Cosa cercano i genitori per le loro figlie?
Cosa pensano di trovare?
Cercano competenza, cercano serietà, cercano il percorso “migliore” per imparare a giocare a pallavolo mediando questa scelta con distanze orari e costi.

Cosa trovano alla PGS?
Molta esperienza: 44 anni di pallavolo.
Competenza: allenatori preparati e valutati con attenzione anno dopo anno.
Serietà: mai un problema ne economico ne organizzativo tale da impedire di mantenere gli impegni presi.
Qualità agonistica: tutt’ora abbiamo l’under 18 che gioca nel girone d’eccellenza di Milano il che significa confrontarsi con le probabili future giocatrici della nazionale; difatti in passato abbiamo incrociato muri e schiacciate con Malinov, Sylla e Parrocchiale attuali vicecampionesse mondiali.

In particolare a Senago per ciascuna atleta prevediamo un percorso di crescita personale che consenta di raggiungere il massimo livello in relazione alle proprie possibilità.
Quando una giovane esprime più di quello che possiamo onestamente proporle, le spianiamo la strada per altri lidi più consoni alle proprie potenzialità.

Ma per noi la cosa più importante che si trova alla PGS è un percorso formativo di impegno, disciplina, socialità, lealtà e senso di appartenenza che sono i fondamenti dello sport e i particolare di uno sport di squadra come la pallavolo.
Perchè si concretizzi questo percorso è necessario che le atlete diano qualcosa; non parlo della quota di iscrizione che non copre nemmeno le spese delle palestre (sponsor e volontariato mettono la differenza), mi riferisco a impegno costante, accettazione delle regole di gruppo e della logica dell’agonismo, condivisione verso la propria squadra e poi verso tutta la società, partecipazione.

Se un’atleta viene solo quando ha voglia o spesso in ritardo, se guarda sempre prima a se stessa e poi alle compagne, se si identifica solo con il risultato della propria squadra e non di tutta la società, se giudica compagne, allenatori, dirigenti e strutture solo con gli occhi dell’interesse personale tutto il meccanismo si inceppa. Non solo per loro stesse, causa diretta del proprio male, ma anche per le compagne che viceversa si erano ben adeguate alle richieste tipiche di uno sport di squadra.

Oltretutto in quanto molto giovani, spesso il loro comportamento è generato in famiglia e non è solo farina del loro sacco. Improvvisamente ciò che cercavano venendo alla PGS sembra non essere più presente e decidono di cambiare aria, qualche volta senza nemmeno rispettare gli impegni verso compagne allenatori e società.
Purtroppo se non saranno disponibili a “dare” ciò che viene loro richiesto non troveranno ciò che cercano nemmeno altrove.

Noi siamo consci di non essere l’unica società e che quindi l’idea di provare situazioni diverse sia legittima. Per raggiungere i nostri obiettivi e mantenere i nostri standard abbiamo però bisogno che chi ci sceglie sia ben consapevole di cosa offriamo e cosa chiediamo in cambio, poco ma indispensabile.

Mauro Barbaglia

Presidente PGS Senago

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