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Ormai da 10 settimane con noi, intervistiamo  Vito Laudani, per conoscerlo meglio.

Buongiorno Vito, ci puoi raccontare la tua attività con la PGS Senago Volley?

Ho già collaborato con squadre di volley, ma il mio è più un lavoro mentale, tutto quello che faccio, anche gli esercizi per la coordinazione o gli esercizi cognitivi, é improntato ad aumentare l’autostima delle ragazzine. Sono convinto che questo sia il lavoro più importante.

Come sviluppi l’autostima nelle ragazzine?

Io non posso pretendere intensità o che facciano cose difficili, da ragazzine che non hanno fiducia in sé stesse, che sbagliano, che hanno paura. Prima devo conquistare la loro fiducia, una volta raggiunta, faccio capire che io ho fiducia in loro aiutandole ad aver coraggio e non aver paure, inserendo gradualmente attività di preacrobatica. Solo superando le nostre paure, potremo avere coraggio e fare cose che prima mai avremmo fatto, siamo noi con le nostre paure, a porci limiti; una mente libera e cosciente, mai se li porrà.

Il mio scopo non è quello di farle diventare brave pallavoliste, ma brave persone, che è una cosa che secondo me è fondamentale. Per farle diventare brave pallavoliste ci pensa Ivano, non io. Il mio lavoro è un altro, è aiutare Ivano ad avere ragazzine più sicure e consapevoli!

Le ragazze sono entusiaste dei tuoi messaggi sempre incoraggianti e positivi.

Perché, come ho spiegato, questo è un lavoro contiguo alla palestra, i messaggi motivazionali, sono di aiuto al lavoro pratico, aiutano ad avere più coscienza delle proprie capacità. Ognuno di noi ha qualità, ma vengono assopite dalle nostre paure. Ho avuto modo di confrontarmi con i genitori, facendogli capire che usare solo la carota, non il solito “bastone e carota”, porta la ragazzina ad avere più fiducia, io non punisco mai, provo a far fare, premiando, a volte si cresce con le paure, o si è restii ad avere fiducia negli altri, perché fin da piccoli ci dicono che questo mondo sa essere crudele oppure mai fidarsi delle persone, perchè sono cattive e che devi stare attento perchè ognuno pensa a se stesse e tutto ciò che avrai, dovrai lottare per averlo  e dunque incoraggi i bambini a una chiusura mentale verso gli altri e questo genera sfiducia, dubbi. Tutto questo si traduce in paure e insicurezze, non solo verso gli altri, ma verso se stessi. E’ chiaro che il bambino non avrà mai autostima se usi invece il bastone. Il bastone non serve. Io educo il bambino alla libertà, loro non hanno bisogni di bastoni, consigli o regole, tutto ciò serve a portare i bambini ad essere solo ciò che i grandi vogliano che siano, spersonalizzandoli, il bambino ha solo bisogno di GRANDI ESEMPI!!!

Come svilupperai il tuo lavoro?

Come ho detto essendo che il mio lavoro é mentale, inizialmente  è basato molto sulla conquista della fiducia delle ragazzine, cercando di carpire non solo le capacità intrinsiche, ma anche la personalità di ognuna, cercando di instaurare quella fiducia empatica, fondamentale per impostare poi il lavoro vero. Finita la prima fase, possiamo passare ad un lavoro svolto alla conquista delle conoscenze delle loro capacità, dunque la prima parte è fondamentale per avere poi ragazzine senza paure, con più consapevolezza di se, sia a livello cognitivo che coordinativo, le due cose sono fortemente collegate. Poi passeremo ad un lavoro prettamente fisico-coordinativo-percettivo, per avere una consapevolezza del movimento, che renderà lo stesso, non solo più armonioso, ma con un risparmio energetico importante. La pallavolo è uno sport dove la velocità visiva, di pensiero e motoria, sono di importanza vitale, dunque il mio lavoro sarà indirizzato verso queste capacità, percettivi, con esercizi atte a svilupparle. Questo è un lavoro imprescindibile, non solo per lo sport, ma renderà le ragazzine, più capaci anche a tenere una alta intensità di concentrazione, l’altro lavoro fondamentale che ho inserito nel mio progetto, sono yoga, aerobica coordinativa musicale, esercizi per la sincronizzazione degli emisferi cerebrali e autogestione sia in allenamento che in partita.

Dunque quello che chiedo alla Senago volley sono 2 cose, investire nel tempo, aver la capacità di non puntare su risultati estemporanei, che con il tempo andranno a scemare, ma capire che vincere non è una prerogativa del settore giovanile, ma investire nel tempo, per essere vincenti quando veramente sarà importante!

Come stanno rispondendo le ragazze?

Alla grande, le vedo felici e questo per me è come aver vinto la coppa dei campioni!…….segue

La redazione

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