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È la prima volta quest’anno che mi accingo a scrivere un’articolo e lo faccio per aver seguito la Terza U20 nella partita con Pallavolo Rho, come dirigente, anche se solo per questa volta, in panchina. Erano anni che non provavo più quest’emozione, unica nel suo genere e molto coinvolgente. Sono cambiate tante cose ed anche la partecipazione attiva del dirigente è cambiata molto, dal passaggio da PGS a FIPAV.
Quello che non è cambiato sono le ragazze. Non la composizione del gruppo, visto e considerato che solo tre le atlete che facevano parte del mio gruppo quando ero dirigente. Ma la passione, l’allegria, la voglia di giocare questo splendido sport e la loro unione dentro e fuori dal campo è rimasta la stessa.

Come dice il buon Giancarlo “Cosa si riesce a vedere ed intuire in panchina non si riesce a percepire dagli spalti”. È proprio vero. Queste ragazze soffrono insieme, gioiscono insieme, si danno morale quando necessita e, purtroppo, si abbattono anche insieme. Non ho mai visto un gruppo che partecipa così vivamente alla partita, con tutti i suoi elementi, anche quelli in panchina. Quando perdono e questa stagione è capitato spesso, sono tutte giù di morale,  ma poi escono a mangiare una pizza insieme e si divertono insieme e tutto è passato. Scusate per tutti questi “insieme” ma è per far capire l’unione stupenda che lega queste ragazze.

Non ci sono gelosie, non c’è rivalità, non c’è una leader che comanda il gruppo. Ci sono solo delle ragazze, giovani ed ancora inesperte, che provano a vincere una sfida. Dopo ore di allenamento, in partita, non trovano così facile rifare i movimenti tanto conosciuti e incessantemente ripetuti. Coach Andrea ha detto una verità inconfutabile e cioè che le nostre ragazze “non riescono a fare i fondamentali in partita”. Ma perché non riescono? Non sono capaci e hanno avuto un’educazione tecnica sbagliata? Assolutamente NO. I nostri tecnici sono bravissimi, a mio modesto parere e le atlete sanno giocare molto bene alla pallavolo. Dobbiamo ricercare il motivo nella testa delle ragazze e quindi addentrarci in un labirinto che noi uomini non conosciamo ( avendo nel nostro cervello solo due max 3 vie da percorrere).

Loro si addentrano in quell’universo stupendo che è la psiche femminile, pieno di dubbi, di domande che necessitano una risposta, di rimpianti e sentimenti che sono difficili da metabolizzare in una giornata, figurati in un lasso di tempo limitato come la durata della prossima battuta delle avversarie. Se riuscissero a concentrare la loro energia positiva o negativa nel punto successivo, sarebbero fortemente in vantaggio nei confronti delle avversarie. E si, perché anche dall’altra parte della rete ci sono le loro pari età con gli stessi meccanismi mentali. Pensate che la numero 8 del RHO, se si fosse vista murare due volte le sue tremende schiacciate la terza volta non avrebbe avuto il classico “braccino corto”? anche lei sarebbe entrata in quel labirinto.

Le nostre ragazze devono superare questo impasse e pensare, sapendo, che le compagne sono li per loro, con una stratta di mano, una pacca sulla spalla e un sorriso per fargli capire che l’errore ci stà e non cambia assolutamente il valore della persona che sono.
Coach Andrea ha detto che ognuna ha una responsabilità in campo e devono prendersi queste responsabilità per far si che quella che viene dopo si prenda le sue. Quindi Captain “Primo Tocco” deve prendere la prima palla e mettere in condizione Captain “Alzata” di prendersi la sua responsabilità al meglio e mettere nelle condizioni “Last” Captain di finalizzare il gioco. Ognuna comanda il suo settore di appartenenza.

Scusate se mi sono dilungato ma , come si è ben capito, era tanto che non scrivevo ( forse la prima volta ). Mi rimane da dire solo : “FORZA RAGAZZE. Date il massimo come singole e vincerete come squadra”.
Voi rappresentate al meglio gli ideali della PGS. “Rispetto – Lealtà ed appartenenza”.

F.G.

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